Pallini bianchi

Ieri sera fuochi d’artificio hanno festeggiato la
fine della festa di primavera, Pechino era immersa dalle 18.00 in poi
da un’immensa coltre di fumo al sapor di polvere da sparo. Il cielo era
colorato mentre tutti in strada non smettevano più di giocare a questa
finta guerra un po’ napoletana. Bhe, io ho camminato fino ad un pub
irlandese, ho incontrato e brindato con amici di vecchia data e ho
ascoltato parole di amici di amici e stanotte non sono riuscita a
dormire. Le frasi clue che mi hanno ferito profondamente sono state
due, quello che mi ha infastidito di me stessa è stata la reticenza nel
chiedere spiegazioni, sarebbe stato semplice. 

Frase 1. "Da quando siamo arrivati NOI la Cina è cambiata.."

Frase 2. "Ma quale cultura, la Cina NON ha più una cultura…magari ce l’aveva 5.000 anni fa, ma adesso proprio no…."

Mi
chiedo, in che senso da quando siamo arrivati noi la Cina è cambiata?
Nel senso, pensi che sia cambiata per la tua presenza qui? Perchè c’è
una società in più Italiana che concorre al cambiamento della Cina? Ma
poi diciamoci la verità che vuol dire La Cina, mi parli di tutta ma
proprio tutta la Cina, continente gigantesco che grazie a te, piccolo
pallino bianco nella marea di pallini bianchi, sta cambiando? Affermi
che la presenza straniera sia un efficacie stimolo per una
internazionalizzazione, o che tu sei il fautore del cambiamento della
Cina? No, perchè è molto differente. Il discorso a parte le polemiche è
serio: in Cina ci sono stranieri che sono staccati da quella che è la
realtà sociale. Aprono bocca ma non conoscono, urlano contro qualcosa
che non comprendono, per me per pura paura dell’altro, per pura isteria
del non riuscire a leggere nella logica altrui. Di conseguenza ecco qui
i nuovi colonizzatori, o forse i più fortunati (per me sfigati)
stranieri che non hanno mai preso un autobus nella loro vita cinese,
che leggono Rampini e che blaterano parole di astio. La reazione
istintiva è: ma perchè non ritorni nella bella Italia? Che cosa ti
ferma ancora qui? Profitto economico a basso costo? Società aperte e
tasse non pagate al paese ospitante? Non riesco proprio a concepire il
vivere in un’altro paese e chiudersi nei propri castelli fatti di cibi
europei. No, perchè lo sottolineo in Cina adesso lo straniero può
vivere ovunque, entrare e uscire e conoscere. Ma la maggior parte onn
lo fa, si chiude nel magico fortino.

La seconda
domanda. Bhe, questa fa proprio male al cuore. Le definizioni di
cultura sono molte e io non sono nè un’antropologa nè una sociologa, ma
non è facile arrivare alla sensazione che una cultura sia ciò che è
stato ed è diventato patrimonio di un gruppo sociale, quindi le
credenze, i valori e perchè no, anche tutto ciò che è materiale che
caratterizza il gruppo in questione e che è stato portato avanti nel
corso dei secoli. Bhe, cazzo, si può affermare che tutto questo non ci
sia in Cina? O forse non c’è ciò a cui tu, piccolo pallino bianco, sei
abituato? Forse c’è qualcosa che è "altro" rispetto a quello che
appartiene alla tua mente. Chi mi da della relativista non ha colto il
punto. Il punto è che dopo secoli di colonozzazione, ancora adesso
l’attegiamento permane. Noi piccoli pallini bianchi= cultura, loro= no
cultura. Mi chiedo ma sarà lo sbaglio delle nostre maestre delle
elementari che ancora dipingono Colombo come il più grande degli
esploratori e non come un mero conquistatore crudele alla mercè del
patronato spagnolo e del cristianesimo. Perchè essere esploratore vuol
dire avere della curiosità nel vedere quello che è diverso e non
tagliare la lingua agli indigeni e devastare ciò che si incontra.
Questo con l’esplorare non c’entra proprio nulla. Il nostro cazzo di
eurocentrismo avrà fine? Continuiamo così forse non solo per colpa
delle maestre delle elementari o dei libri di testo, ma per un sempre
più cocente senso di destabilizzazione. L’asse economico si sposta, si
parla di India di Cina, di Irak di Iran, e noi piccoli pallini bianchi,
noi che eravamo un tempo sui giornali per il Rinascimento, per
Garibaldi, per Cavour e anche per la dolce vita, per Mastroianni e per
la Magnani. Adesso non c’è più nulla di tutto ciò, solo piccoli
minuscoli pallini bianchi.

 

5 Responses to “Pallini bianchi”

  1. Stef Says:

    bellissimo post appassionato De…..non posso non commentare.

    non ero presente al discorso, ma anche non avendo seguito il dialogo integrale emergono chiare le opinioni – o meglio l’attitudine, perche’ opinione e’ una parola troppo grande- dell’amico dell’amico.

    la prima mi pare un’affermazione abbastanza ignorante: con tutti gli squassi e sconquassi che ci sono stati in Cina – senza adare a rivangare le tombe di tutti gli imperatori, basta pensare dal 1911 a oggi – dire che “da quando siamo arrivati noi la cina e’ cambiata” e’ una sparata degna del commendator Zampetti (che non a caso tanto sta tornando di moda in Italia).
    Io parlerei dei nostri soldi, della nostra economia, dei nostri mercati. Non certo dei nostri usi e costumi. I cinesi sono e rimangono cinesi fino al midollo, sono cambiati addattandosi alla loro nazione, mica alla nostra.
    E’ vero semmai il contrario, che da quando ci siamo illusi di aver permesso ai cinesi di entrare nella nostra economia (con l’arrogante supposizione che poi LORO si sarebbero adattati alle nostre regole) siamo noi che siamo cambiati: la nostra economia, la competitivita’, il mondo del lavoro, la disoccupazione etc etc.
    e’ sotto gli occhi di tutti, cose dette e ridette, eppure c’e’ chi ancora chi viene in cina a dire che NOI li abbiamo cambiati. Mah…..un misto tra le teorie da te citate delle “avventure coloniali” che leggevamo alle elementari e le teorie freudiane che il pisello e’ il centro dell’uomo.

    Il secondo punto sulla cultura della Cina non lo capisco.
    che vuol dire che la Cina non ha piu’ una cultura? il mondo di 5,000 anni fa non e’ piu’ il mondo di oggi.
    I tempi moderni, per tutti i paesi, sono all’insegna del profitto e dell’arricchimento, e chi meglio dei cinesi li rappresenta? Io vedo nei cinesi la massima espressione della cultura contemporanea.
    Noi, indegni eredi della nostra grande storia, non stiamo andando mica nella direzione opposta, non abbiamo mica rafforzato i nostri ideali e le conquiste della nostra cultura…anzi piu’ andiamo avanti e piu’ li svendiamo, li rinneghiamo, ritrattiamo. E vogliamo fare la morale ai cinesi?
    Questo e’ poi il motivo per cui me ne sono tornato nella nostra bella Italia….che e’ ormai allo sbando.
    Credevo la Cina sarebbe stata la mia strada e per un po’ lo e’ stata, ma ora che e’ diventata una superstrada a 8 corsie, non mi si addice piu’.
    E soprattutto odio chi sta qui a fare tanto il superiore e a schifare la Cina pur sapendo che se tornasse al suo paese, sotto sotto, starebbe peggio.

    Buon inizio d’anno anche a te!

  2. nauseato Says:

    …in Cina purtroppo abbondano anche quelli come te, gli stranieri che voglion esser cinesi a tutti i costi e che purtroppo nn riescono a contestualizzare un commento (nn chiedendo nemmeno chiarificazioni!!!) e tirano addirittura fuori la storiella dei colonizzatori cm argomentazione… buuuu cresciamo!!!

  3. daniele Says:

    ciao desiree, sono tornato da qualche ora dall’india, facevo prima a chiamarti ma non dormo da troppe ore e sai che amo scrivere. contrattempi in sri lanka, volo annullato, odissea di 18 ore passando per singapore e un biglietto omaggio aperto un anno per ovunque in asia. ne e’ valsa la pena.
    quanto alle domande di questo post… non le capisco, mi sembrano banali, superficiali, non meritano commento, non meritano di intripparcisi sopra.
    sono di nuovo e pechino e l’umore e’ altissimo (come dopo ogni lungo viaggio). se pechino e’ sempre piu’ dura da digerire non ti preoccupare, saremo almeno in due a masticarla. lentamente.
    a prestissimo
    daniele

  4. De Says:

    Mister Nauseato:
    So che in futuro non mancherà l’opportunità di riprendere il discorso con gli amici degli amici. Per il fatto di essere cinese a tutti i costi, bhe, proprio no, grazie. Faticosissimo. Sono contenta di essere nata lontano da qui, di avere avuto un’educazione differente, di appartenere ad un paese con una storia diversa e di portarmi dietro tutto quello che mi ha dato la mia Italietta. Quello che ho cercato di esporre, con un po’ di enfasi, è il constatare ancora un forte scollamento tra quello che è il mondo degli occidentali in Cina e la terra che calpestano tutti i giorni.
    A presto per la contestualizzazione.

  5. pierpaolo Says:

    D’ACCORDISSIMO CON TE!!!

    BACIO

    PIERPA