37 e 2
Finalmente e' scesa, e' stato il Paracetamolo cinese o forse e' stata la giornata di ieri passata sul divano tra sogni, film, cuscini e piumoni. Da tempo non sfioravo i 40 e da tempo non sentivo il mio corpo sudare cosi' tanto. Quando si e' piccoli invece si e' abituati ad avere a che fare con ferite, croste, mocciolo e febbre, nonostante tutto ce ne freghiamo, vogliamo continuare a giocare e anche ad uscire, chi ci fermerebbe?
Quando ero piccola si viveva piu' in strada, uscivamo da casa, senza cellulare e altri appigli vari, e li' cominciava la nostra nuova avventura. Quando ero adolescente c'era chi cominciava a disegnare sui muri delle motropolitane e dei ponti nella periferia cittadina, e chi invece comprava il primo sintetizzatore per creare qualcosa di diverso.
Adesso ci sono le scuole: nel senso, sembra che ci serva una scuola per dirci "riappropriati del tuo spazio e della tua forma creativa" . Qualcosa mi infastidisce. O forse, le cose cambiano e basta, forse abbiamo bisogno di scuole che ci insegnano a diventare dj, a scrivere sui muri e ballare. Qualcosa mi continua ad infastitidire, sara' la febbre di eri.
Video della giornata from Urban Arts Project: flashmob a Termini*
*adoro i flashmob.
Jay Ho
Propositi per il futuro:
1. Vedere due o tre bei film di Bollywood in più. (A. sarà una grande compagna di divano)
2. Ballare (Se cliccate è d'obbligo alzare il volume e ballare)
3. Accetto qualunque invito per viaggi in (Martinica, Ciad, India, Cambogia, Nord Corea)
Parole sante
Non c'è consorzio economico, fabbrica automobilistica o industria petrolifera che rendano quanto il commercio dell'informazione. E' il business più redditizio in assoluto. Che cosa ne consegue? Che mentre, un tempo, a capo dei giornali, delle emittenti televisive o radiofoniche c'erano dei redattori pieni di passione che combattevano per qualcosa, oggi non ci sono che uomini d'affari. Persone che non hanno, nè vogliono avere, niente a che fare con il giornalismo. Dalle mani di persone che lottano per la verità, l'informazione è passata in quelle di uomini d'affari preoccupati non che l'informazione sia vera, importante e di valore, ma che sia attraente. Oggi, per potersi vendere bene, l'informazione deve essere un prodotto in una confezione di lusso. Il passaggio dal criterio della verità a quello dell'attrattiva rappresenta la grande rivoluzione culturale di cui tutti noi siamo testimoni, i partecipanti e in parte, le vittime. Il caporedattore non chiede se una cosa sia vera, ma se sia vendibile e procuri la pubblicità che gli dà da vivere. I grandi media spostano la nostra attenzione dalle cose importanti ai problemi tecnici: chi lo fa prima, chi ci mette più colore, chi lo fa in diretta, chi in virtuale, chi ha la connessione satellitare, la diretta, la ritrasmissione? In sostanza: chi lascia allo spettatore meno tempo per riflettere?
Autoritratto di un reporter, Ryszard Kapuscinski
Adesso: la mia terra
Niente di meglio di assorbire la vecchia umidità e le nuove rughe di chi mi circonda. Mentre la voce corre e mi fa immaginare capelli e statuine colmi di superstizione o forse verità. Tutto ha un sapore di sentito in quanto alcune cose si sfiorano appena.
Le vecchiette che ti vengono in soccorso come i cani lupi la notte. Magari sono la stessa cosa.
CContinua a piovere, la biglietteria è rotta, mi dicono di andare dal capotreno. Salgo sul treno, cerco un posto, è tutto sporco, cerco un bagno anche questo è rotto, cerco un responsabile che si dilegua dicendomi che dopo arriverà, non pago il biglietto, non per mio volere. Mi immergo nel libro, strizzo gli occhi all'astio che trasmettono le pagine.Voglio andare in Polonia.
Quì si vive il passato. (I fantasmi, i mostri marini, come direbbe qualcuno, sono buoni e cattivi, dipende tutto da noi.) Qui, qui non c'è futuro. Lo schermo si adegua al digitale, finta tecnologia, ci costringe ad ascoltare voci del passato e vedere rughe nel presente. Capelli bianchi per chi sa osare, il resto si affida al cortisone e al botulino.
Impareggiabile la varietà che resiste, San Clemente ne è l'esempio. Quel passato rigoglioso di scultori e mecenati, di vitalità e di marmi sfregati a lucido. La gente si improvvisava, vendeva, rubava era indaffarata nel sopravvivere tra le guerre e i padroni. La chiesa, la casa, le madonnine. Questo è il paese da dove vengo. Era un paese vivo.
Passato solo passato, solo ancoramento alla tradizione, fosse vera carità cristiana. Gran parte delle persone mi sembrano anziane, la maggior parte lo sono. Sono i cappotti e gli ombrelli, l'attenzione alla formalità di chi è usuale alle comodità. Dove i gesti si ripetono perchè si sono fatti il giorno prima e non c'è bisogno di cambiarli. Perchè si dovrebbe.
Ora c'è qualcosa che stona, non si può sopravvivere di passato, non c'è rigenerazione. Ci sono pellicce vecchie e vecchie borsette. Parole sentite e riascoltate, ma come si fa a vivere solo di ieri? Se fosse un lento spegnimento? Senza un grido.
Ma perchè nessuno grida?
Il grido.
i sent my goodbyes
i'm closing my eyes
these good things don't stay
it's time she's going
she's going away
keep your hands away
we were fine before you came
have your bones begun to ache
you're running out of time
messing with my turf
this time you've gone too far
no more gentle touch
she's blind to her bad luck
sleep with me tonight
one last time's all right
cause good things don't stay
it's time
she's going away
away
away
away
away
The van pelt
Tra il bastone e la carota: la biblioteca.
Fare l'interprete non fa solamente indossare giacca e cravatta e tradurre il pensiero altrui alla controparte, porta sul palco, fa prendere un microfono in mano mentre deglutisci in fretta. Oppure puo' far calpestare il prato di un campo da calcio e trovarsi dietro la porta mentre la squadra avversaria segna un goal.
La scorsa settimana questo lavoro, un po' fatto di travestimenti e svestimenti, ha aperto le porte della biblioteca.
La biblioteca e' la biblioteca nazionale cinese, dove sono stati accumulati, catalogati e deposti sugli scaffali milioni e milioni di libri. La parte piu' nuova e' stata finita di costruire l'anno scorso, sembra un'astronave. Spaziosa all'interno invita proprio a sedersi, alzare lo sguardo per poi immergersi in qualunque cosa sia fatta di carta. Spaziosa e' dir poco, e' poco convenzionale e immensa, spazi futuristici allungati ed allargati, il tetto pesantissimo si posa sopra la testa dei lettori senza che nessuno se ne accorga, il legno delle sale invoca il silenzio.
Legno ed acciaio si incrociano, per chi cerca entrambi e' il posto ideale. La tecnologia e' alla portata di tutti, computer di nuova generazione fanno sfogliare gratis piu' di 200 quotidiani inseriti giornalmente. Ci sono database con vecchie fotografie di Pechino pronte a commuovere il neofita della sala, sempre tra le nostre mani, ma tramite una macchina l'albun elettronico gira da solo.
Io sono a bocca aperta, il direttore della biblioteca e' orgoglioso di mostrarci un'altra faccia della Nuova Cina. Ma io rimpiango qualcosa della vecchia, colpa della filologia e della domenica a portaportese.
Il direttore continua a parlare e io a tradurre, chi mi e' accanto, il vero personaggio importante ascolta e so perfettamente che trema, trema perche' quello che vede, in Italia non c'e'. E chissa' se mai ci sara'.
Continuo a tradurre. Un interprete dovrebbe rimanere invisibile, dove fungere da tramite, ma come si fa? The big non comprende dove siamo, non sa dove vorrei arrivare. Oltre alle domande che The big chiede, gliene faccio anche qualche altra di passaggio. Un po' senza farmi accorgere, tra un ascensore e una mano che si sporge per farmi passare. Indago sullo studio che ha progettato l'architettura del posto, chiedo dell'altra ala della biblioteca, quella parte in cui mi sono seduta per parecchi mesi, i libri, come sono catalogati, c'e' una rete unica che collega le due strutture, la biblioteca a Beihai e' attiva, quando e' stata costruita? Ma quello che piu' mi preme e' sapere dove sono tenute le versioni originali dei libri classici. La summa del pensiero cinese. Dove sono i manoscritti? Il direttore mi stuzzica affermando c'e' anche Matteo Ricci. Gioca un po' al bastone e la carota (non sa che a Mattteo Ricci un saluto glielo faccio quasi tutti gli anni). I manoscritti del connazionale sono off, e' sabato, non ci sono i responsabili delle chiavi. Io sbuffo forte dentro di me, sospesa tra il bastone e la carota. Lui mi guarda e dice "Se aspettamo un po' dovrebbe arriavare la signora tal del tali con le chiavi della sala tal del tali che contiene il Si Ku Quan Shu 四库全书 di Qianlong 乾隆.
Mi drizzo sulla sedia e sbarro gli occhi. Sto per vedere la summa enciclopedica di tutta la storia della Cina antica. La biblioteca che l'imperatore Qianlong fece compilare alla fine del 1700. Gran parte del pensiero cinese antico e' racchiuso li' dentro.
The big,
vede che la sua interprete si agita sulla sedia, si sfrega le mani, e
si insospettisce in effetti presa dall'enfasi, ho smesso di tradurre.
Ops.
Arrivano le chiavi e scendiamo.
La sala non e'grande, bianca. Un odore di erbe, invade lo spazio. Posizionati al centro ed ai lati della sala ci sono delle scaffalature di legno, cave all'interno per permettere il costante passaggio di aria, sopra gli scaffali tanti contenitori anch'essi di legno in cui e' stata riposta tutta la compilazione.
Il direttore tira fuori quattro testi. Sono divisi in quattro sezioni, con colori distinti. Il verde il pensiero confuciano, 经 in quanto nasce tutto da li' come il verde della primavera, il rosso 史 e' la storia, il grigio e il blu invece sono per tutto quello che esula dal pensiero confuciano ma che e' catalogato come filosofia 子 ed infine cio' che comprende un'antologia di letteratura cinese 集.
Sono visibilmente commossa. The big non comprende. Il drettore continua a mttermi la carota davanti al volto, indossa i guanti e apre un testo: e' il Zhouyi 周易. E qui, non resisto, prendo The big sotto il braccio e provo a cercare di fagli capire cos'e' il Zhouyi. Cosa significano quegli strani segni (come li chiama lui), ed io "sono le immagini delle infinite trasformazioni dell'universo".
The big alla fine non e' poi male, anzi. Un abbraccio al piccolo The big.
Crazy Hanzi 汉字
Da Xiao Liu, non posso che girarlo a tutti, sinologi, pseudo sinologi e non.
Divertitevi ed azzeccare il significato.
Fa anche bene ricordarsi che la lingua e' viva :)
2012 in Beijing
Mi abbuffo di ottimi xiaolongbao in un ristorantino accanto, scendiamo le scale mobili con un peso nel cuore. Io odio i grossi film amercani ma questo mi tocca vederlo, anzi ci tocca vederlo, ho convinto anche lui, piu' scettico di me, mi accompagna.
Posti davanti, audio al massimo volume, credo non faccia bene ai neuroni di nessuno. La pubblicita' iniziale e' tutta focalizzata sui grossi film cinesi in prssima uscita, aime' in grande american style, solo che nei loro le arti marziali sono padrone della scena, poco ferro armato, tutti calci volanti e parecchie esplosioni.
Inizia il filmone dell'anno: 2012
Mi voglio sotterrare tra le poltrone, mi ricordo il piccolo cinema a trastevere dove andavo appena finita scuola alle 15.00, ma il cazzo di rumore assordante mi riporta a Pechino: multisala con luci colorate.
Che dire, posso solo sospirare, in due ore e mezza il nostro pianeta si distrugge. Tsunami, terremoti, innondazioni, la crosta terreste si spacca e tutti fuggono in Cina. O meglio in Tibet, la parte piu' alta del mondo, l'Himalaya ospita la mega-fabbrica per la costruzione delle arche che mettono in salvo, prima di tutto politici, generali e gente importante, poi in ultimo commossi dalle lacrime di un ingegnere, decidono di aprire le porte alla plebaglia che urla di fuori. Le giraffe e gli elefanti, notare la finezza, vengono prima di un operaio specializzato.
In tutto questo appare la Cina. La rete cinese ci tiene a dire che appare con la sua nuova faccia, sia come costruttori specializzati, che come ospiti della nuova grande famiglia unita che fara' poi nascere la nuova generazione di esseri umani. Si vedono militari cinesi che non eccellono in umanita' ma perseguono le loro regole, si vedono tibetani che accolgono i dispersi americani in montagna, ci sono lama che impassibili affrontano l'ultima inondazione.
La Cina, e' quello che e' una grossa fabbrica a cui tutti vogliono giungere. In cui tutti vogliono mettere piede.
(Continuando cosi' ci si convince davvero che sia solo questo)
Watching TV
Tra vivere e guardare. anche Roger Waters aveva detto qualcosa.
La pozione
L'inverno in Cina vuol dire anche affezionarsi ai piu' vari rimedi
contro il freddo, di cui la calzamaglia stile Nureyev fa da regina, ma
cosa fare per i primi sintomi da raffreddore? Il consiglio della nonna
e' il solito e inflazionato, bevi tanta acqua calda. I piu' previdenti
dentro l'acqua calda mettono anche il famoso ganmao qingre keli 感冒清热颗粒
Il contenuto della granulosa pozione e' qui sotto:
Schizonepeta tenuifolia
Mentha Piperita
Silver Divaricatum
Bubleurum
Perilla Viola
Radici di Pueraria lobata
Platycodon grandiflorus
Mandorla Amara
Radici di Dahuran Angelica
Taraxacum
Rhizoma Phragmitis
(Cerchero' un herbarium on line che soddisfi la mia mania di catalogazione multilingua, se avete consigli. Leave a message.)
Olio
Ero ad Wuhan un po' di anni fa e qualcuno mi disse di non mangiare nel tal mercato. All'inizio ho sussultato, non c'e' niente di meglio in Cina che assaggiare qualunque cosa ti passa sotto il naso. La cucina cinese e' deliziosa e non essendo scettica sul cibo e curiosa di natura, ho risposto al consiglio con un bel "Ma dai, ti pare!". Lapersona in questione vista allora la spavalderia della biondina mi ha guardato fissa negli occhi e mi ha detto "Ti dico, evita."
La tal persona mi ha portato a casa sua, ha acceso il computer e mi ha fatto vedere un video.
A quel punto ho seguito il consiglio.
L'olio illegale viene prodotto dalla spazzatura, dal cibo in avanzo e dalle fosse di scarico dei ristoranti, per poi essere rivenduto a basso prezzo e riutilizzato come olio vero e proprio.
Onestamente un vero schifo.
Il video lincato non e' quello che ho visto tra anni fa, ma la modalita' e' la stessa. L'ultima notizia in questione e' di oggi.
questioni di omonimie
Sono passati 275 anni, in tutto questo tempo l'Italia cambia e sforna personaggi, a voi la scelta:
1. Giuseppe Castiglione classe 1688
2. Giuseppe Castiglione classe 1963
Ben poco altro da dire per oggi:)
Aobama vs Oubama
Ancora non e' arrivato, ma manca davvero poco, tutte le precauzioni sono state prese. Almeno cosi' si evince.
In internet appena si cerca il tanto nominato binomio Obama-China la linea crolla, la pagina diventa inesistente. Solita amministrazione, loro in paranoia, noi annoiati. Ci siamo fatti Olimpiadi, questioni tibetane, anniversari vari, nuovi eventi nello Xinjiang, quindi sbadiglio e mi affido a Baidu, il portale cinese, fido amico di serate come queste.
(Da tempo non passo davanti l'ambasciata americana, qualcuno mi deve ancora spiegare perche' e' illuminata sempre giorno e notte, un colosso rettangolare luminoso. Ma quanto consuma? Sempre protagonisti e poi dicono del nostro amato B.)
Dicevo, io e Baidu.
Ecco la notizia arriva, il notizione che mi fa dire, sono a casa, ossia in Cina:
Un comunicato del Governo Americano ha stabilito che il nome di Obama in cinese cambia da Aobama 奥巴马 in Oubama 欧巴马.
Il carattere incrimitano e' il famoso Ao 奥 delle Aoyunhui 奥运会 Olimpiadi. Che oltre ad essere utlizzato per i giochi significa "profondo, astruto, di diffcile comprensione". Il tutto sostituito dal nostro Ou 欧 che ormai si utilizza solo per la trascrizione dei nomi di non origine cinese, come ad esempio Ouzhou 欧洲, Europa appunto.
Ma quell'ormai mi ha messo una pulce nell'orecchio, ormai vuol dire che c'era un prima e prima che significava? Prima l'europeo Ou era utilizzato nel composto Outu 欧吐 dal significato molto piu terreno di VOMITARE.
Geniale.
Oltre a questa dotta dissertazione linguistica, non posso non esortare tutti a leggere le domande dei giovani cinesi che vorrebbero rivolgere ad Oubama: si trovano on the net, i cui amici di ChinaSmack traducono ammirevolmente.
Buona lettura.
Buon Oubama.
Singles. Il film.
Questo degli inizi anni novanta mi era proprio piaciuto, anche la colonna sonora, sarebbe da rivedere.
11*11 Single Day
Non mi dovrei stupire, non c'e' nulla da stupirsi, ma ricevo la mail di A. e mi fa notare come la comunita' dei single cinesi si sia organizzata per il loro giorno: la festa dei singles.
C'e' quella dei nonni, degli insegnanti, della repubblica e perche' no, anche quella dei singles.
Sebbene credo che di singles in Cina ce ne siano ben pochi rispetto all'Italia, dato se non ti sposi il prima possibile o sei capace di sopportare la maledetta pressione che ti crea la famiglia (gli antenati si rivoltano nella tomba) o te, povero o povera cinese, non puoi fare a meno che armarti di speranze e di anelli, di inviti per il matrimonio e di grappa cinese, per far riappacificare il cuore di mammina che non vuole altro che in bel fagotto da portare a scuola, dato che e' ormai pensionata e che non ha molto da fare.
ops, mi e' uscita la vena polemica.
Per me e' incomprensibile vedere l'ansia da matrimonio nei volti delle persone, poi, si possono fare tutti i discorsi del mondo sulla societa' cinese, dall'importanza della famiglia al quasi obbligo di essere sposati per poter procreare un altro cucciolo di uomo. Ma c'e' poco da fare, l'ansia da matrimonio non la reggo. Vorrei scuotere l'interocutore, spesso molto spesso l'interlocutrice e dirle: sveglia!!! Sei solo nel primo ventennio della tua vita!!!
Vabbe', questo e' il link dei party. Buon divertimento a tutti i singles cinesi e non:)




