Lunedì, Agosto 18, 2008

Mantis

Nelle mie fughe dalla citta' mi capita spesso di ritrovarmi accanto a fiumi, laghi, erba alta, ponti.

Quel giorno ero su un pontile, davanti a me un mare di fiori di loto, vicino a me degli occhi che nascondono troppe storie di cui poco so e per ora poco voglio capire, sopra di me un tronco di un albero lungo che finiva piano piano quasi a contatto con il bordo dell'acqua. Mentre mi perdevo in chiacchiere di vita vissuta e sperata avverto sul braccio un tocco leggero. Guardo.  

Ecco quello che vedo

Una Mantide, Mantis o in cinese Tanglang 螳螂.

E' la prima volta che incontro sul mio cammino la famigerata mangiatrice di "uomini", l'assassina. A dir la verita' l'occhio vispo della bestiola mi e' stato subito piu' che simpatico. Ho apprezzato il suo non aver paura, la sua iniziale posizione d'attacco. Intanto camminava sulle mie braccia con agilita' avanti e indietro, io con fare curioso non smettevo di osservare il suo corpo filiforme, zampe davvero sottili, mi chiedo come e' possibile che non si spezzino con un solo filo di vento, un insetto stecco sul serio, il suo muso triangolare la bocca un po' aperta per pulirsi parte del corpo. Gli occhi grandi, davvero grandi rispetto alla vita sottile e il corpo lungo. Insomma, una vera fighetta. 

Di lei si dicono tante storie vere, piu' o meno raccapriccianti, mangia il compagno con cui si accoppia partendo dalla testa senza compromettere l'accoppiamento in atto. Qualcuno la addita a simbolo del potere femminile (negativo), [cazzo]. 

Per me solo un insetto dal colore verde brillante, splendida nella sua forma e delicatezza (apparente), comunque musetto sveglio, molto piu' sveglio di tanti altri. 

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