Domenica, Aprile 06, 2008

Tibet e stampa

Sono passati più di 20 giorni dai tumulti di Lasha, ma l'interesse per quanto è avvenuto non diminuisce, sebbene in questo ultimo periodo l'attenzione si è spostata su di un'altra questione, strettamente collegata con ciò che avvenne: Il ruolo dei media.

Fin dall'inizio molte persone lamentavano l'assenza di informazioni veritiere da una parte e dall'altra, tra propaganda cinese e occidentale. L'una difendava a spada tratta se stessa e il suo operato, l'altra accusava la Cina di crimini di genocidio contro il popolo tibetano. In tutto questo mondo o bianco o nero c'è chi lamenta il fatto della falsità delle notizie, della parzialità del giornalismo, cinesi e non cinesi. Un sito internet sta spopolando in questi giorni, dal nome più che esplicito: anti-cnn

In principio le accuse occidentali riguardo a questo sito erano fondate sul fatto che fosse una pura messa in scena da parte del governo cinese. Non so onestamente quanto possa entrarci lo zampino di Hu Jintao, ma sicuramente sarà molto soddisfatto nel vedere come i cittadini cinesi hanno reagito alle accuse della stampa occidentali, orgogliosi del proprio essere cinesi e infinitamente stanchi del pregiudizio nei loro confronti. Il sito in questione però mi sembra più uno sbocco per le tante voci nazionaliste che popolano la Cina, che un luogo dove porsi delle domande. Il governo ne sorride, elogia in programmi televisivi il ruolo del Blog, che permette l'espressione di chi altrimenti non avrebbe voce.

Il pregiudizio dei media occidentali non diminuisce e neanche quello di chi legge la stampa straniera che descrive la Cina come il nuovo mostro. Mi ricordo una volta sono tornata in Italia, in televisione, un programma intitolato il Terrore Giallo e gli ospiti invitati neanche un qualsiasi esperto di Cina. Chiamo un mio amico, felice di sentirmi dopo tanto tempo, gli chiedo se la prossima volta mi sarebbe venuto a trovare, la sua risposta, " bhe...sai cosa, non mi piacciono i cinesi...", io un po' stupita dalla generalizzazione chiedo delle spiegazioni, e lui " Mah..solo una sensazione, sai i discorsi sui giornali...". 

 

Quello che va combattuto è il pregiudizio. Pericoloso mettere in atto questo circolo vizioso fatto di informazioni deliberatamente parziali, senza approfondimento. Forse è un problema più grande e generale quello della validità del mezzo moderno di informazione, ma dipingere un popolo in un modo, classificarlo genericamente a cosa può portare? Ad un'ingiustificata incomprensione. 

In Cina non ci sono libertà individuali lamentano da lontano, il fatto che la coscienza di essere un individuo e del proprio valore, il valore del singolo non è qualcosa che si può esportare come possono pensare gli americani con la democrazia, ricordo che fino a poco tempo fa in Cina, lo slogan era 为人民服务, Al servizio del popolo. La precedenza al popolo intero, alla massa se vogliamo e poi il singolo individuo, lui viene dopo. E' scritto a chiarissime lettere su ogni manuale di legge cinese, forse il solo rimasuglio di una società comunista. Ma per questa differenza di priorità non dobbiamo pensare che i cinesi siano amorali o "senza Dio". Chi conosce un po' la Cina, sa anche che i cinesi non sono un popolo succube, ma instancabili e laboriosi e se vogliamo solo diversi. Noi in occidente abbiamo mai sperimentato fin da bambini classi da 50 studenti? All'università dormitori da 8 persone? Mense affollate e stazioni stracolme? Famiglie in cui tutti si chiamano zio e zia,  o amici che si chiamano fratello e sorella? Sanno bene i cinesi (o forse il la politica del governo) che per governare la massa c'è bisogno delle gerarchie, del rispetto dei ruoli e la Cina ancora si affida a questo. L'animo del cinese si affida a questo. Fortuna che Confucio è nato qui. 

Come conciliare le libertà individuali con un tutto l'apparato precedente ma intimo che regge questo paese? Non è cosa da poco, ma non che qui le persone non ne siano conscie.  

Un articolo interessante scritto a posteriori con sale in zucca da Barry Sautman

 

 

[Replica]

qui un documento fotografico che meriterebbe di essere diffuso:

http://flickr.com/photos/ornellab/2385276486/

Comment by george (04/06/2008 14:02)

[Replica]

il documento fotografico lì sopra risale al 2003, quando i militari impersonavano monaci che per ovvie ragioni non volevano recitare.

Comment by milla_ (04/10/2008 19:20)

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