Venerdì, Marzo 21, 2008

Propaganda e connesso stress

La questione della propaganda-censura mi sta scocciando parecchio. C'è poco da fare, se cerchi on line in cinese fatti, commenti e opinioni trovi il link ma il contenuto e' assente, tagliato. Pochi sono i forum a cui non è stata amputata la lingua ma sono quelli del tutto inutili o dalle posizioni nazionaliste. Nei menadri della cctv, invece, i montatori, registi e produttori, sono alle prese con la ricostruzione degli eventi, che lascia a bocca aperta per la melodrammatica voce narrante, ma questo e' il minimo. Questo è il link, del gran premio di regia.
 

 
Ciò che mi irrita maggiormente non è tanto la ricostruzione dei fatti, cosa che avviene in tutti i paesi, con tutti i governi, (genova 2001, un esempio), ma la negazione del problema in sè. Questo è ciò che più mi spaventa. Semplice, il Tibet è cinese e i tibetani farebbero meglio a farsene una ragione. Il fatto che nel tumulto di questi giorni vale davvero la pena ripromuovere questo atteggiamento negazionista visto già in precedenza? 
 
Le voci indipendentiste si fanno sentire nel Gansu, Qinghai e nella parte del Sichuan che confina con il Tibet e conseguentemente è negato l'accesso ai giornalisti. A Pechino l'Università delle Minoranze Etniche ha chiuso le porte ad ogni straniero, chiunque volesse sbirciare o solo prendere in presto un libro nella biblioteca viene gentilmente spinto altrove. Questo fa irritare chi viziato nella europa del 1980 è cresciuto sapendo per certo che la libertà di movimento di un individuo è cosa scontata (come sono ingenua)
 
Ma una cosa sto notando mentre apro il Nanfan Zhoumo, pagina della cultura, lì non si smette di parlare di religione, di Tibet. Questa olta il protagonista del report e' Lù Nan che ha ritratto religiosi in preghiera e contadini tibetani per più di 8 anni e i suoi commenti sulla popolazione contadina, sul lato negativo del progresso e della modernizzazione venuta dall'alto. Se ci fossero più giornali che con delicatezza si azzardassero ad affrontare l'argomento sarebbe tutto più stimolante.
 
Volevo segnalare un sito internet: polonews.info
il quale riporta testi tradotti diretamente dal cinese, da giovani o più o meno giovani studiosi di Cina, in questo periodo molti sono gli articoli sul Tibet. Perchè fidarsi bene (dei commenti altrui), ma non fidarsi è meglio. Chi ha l'opportunità di leggere in Cinese, lo faccia, non si impigrisca con traduzioni inglesi o pareri altrui per poi poter parlare di Tibet.
 
Ho parecchie cose da dire e sono tutte un po' confuse, vorrei nei prossimi giorni fare un piccolo riassunto sui vari pareri presi dal web, adesso invece devo andare.
Sembra che il tempo, almeno per me, si sia fermato con tutta questa storia tibetana. Invece devo: cercare la scatola per il giradischi, c'è un mercato di cose usate, ho comprato un caldo e analogico  record player. Poi se il raffreddore mi lascia in pace, concerto del venerdì. Hardcore che fa bene alla salute, vorrei oltretutto abbracciare qualcuno che fa 29 anni, su cui la questione Tibet sta lasciando segni di leggero stress. eheheheh.
 
A domani. 
 
 

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