Mantis

Nelle mie fughe dalla citta' mi capita spesso di ritrovarmi accanto a fiumi, laghi, erba alta, ponti.

Quel giorno ero su un pontile, davanti a me un mare di fiori di loto, vicino a me degli occhi che nascondono troppe storie di cui poco so e per ora poco voglio capire, sopra di me un tronco di un albero lungo che finiva piano piano quasi a contatto con il bordo dell'acqua. Mentre mi perdevo in chiacchiere di vita vissuta e sperata avverto sul braccio un tocco leggero. Guardo.  

Ecco quello che vedo

Una Mantide, Mantis o in cinese Tanglang 螳螂.

E' la prima volta che incontro sul mio cammino la famigerata mangiatrice di "uomini", l'assassina. A dir la verita' l'occhio vispo della bestiola mi e' stato subito piu' che simpatico. Ho apprezzato il suo non aver paura, la sua iniziale posizione d'attacco. Intanto camminava sulle mie braccia con agilita' avanti e indietro, io con fare curioso non smettevo di osservare il suo corpo filiforme, zampe davvero sottili, mi chiedo come e' possibile che non si spezzino con un solo filo di vento, un insetto stecco sul serio, il suo muso triangolare la bocca un po' aperta per pulirsi parte del corpo. Gli occhi grandi, davvero grandi rispetto alla vita sottile e il corpo lungo. Insomma, una vera fighetta. 

Di lei si dicono tante storie vere, piu' o meno raccapriccianti, mangia il compagno con cui si accoppia partendo dalla testa senza compromettere l'accoppiamento in atto. Qualcuno la addita a simbolo del potere femminile (negativo), [cazzo]. 

Per me solo un insetto dal colore verde brillante, splendida nella sua forma e delicatezza (apparente), comunque musetto sveglio, molto piu' sveglio di tanti altri. 

Kung Fu Panda

Per allontanarmi dal mormorio olimpico, quel benedetto giorno off, faccio tutto quello che non ho fatto per giorni e giorni.

L'idea è venuta velocemente, solo sentire il titolo mi ha fatto decidere di andare al cinema a vederlo. Poi, dopo aver letto la notizia di un simpatico, ma forse un po' cretino, professore americano che chiedeva il boicottaggio del film, mi sono detta devo andare a vederlo.

Kung Fu Panda: film di amimazione della Dreamworks, solo quando ho ripetuto in me Dreamworks ho esitato, ma è stato davvero una frazione di secondo. 

Più complesso è stato andarci, causa olimpiadi. Finalmente arriva il giorno, sveglia tardi. Il letto mi teneva incollata comunque, mi guardo attorno e vedo occhi complici. Perfetto andiamo.

Direzione il Museo del Cinema di Pechino ovviamente in periferia della città. Arriviamo appena in tempo biglietto fatto, saliamo le scale di corsa, entro. Il più grande schermo che abbia mai visto, posti in discesa ripida, ci sediamo in alto in alto, lo schermo non perdona.

Attorno bimbi e genitori. Io mi siedo comoda.

Ne vale davvero la pena. Risate immancabili fin dall'inizio. 

Storia di semplice, un Panda ciccione che frustrato cucinava spaghetti si trova tutto ad un tratto ad essere "scambiato" per l'unico guerriero che può sconfiggere il Puma, Shifu trova il modo di insegnarli l'arte del Kung Fu e di credere in lui. Altri animali popolano il monastero in montagna, allievi e compagni del Panda. I 5 animali poi che si studiano davvero nel Kung Fu: Tigre, Amantide, Serpente, Gru e Scimmia. La sfida finale da chi sarà vinta?  Bhe non credo ci siano dubbi la buona e cara Dreamworks non stupisce per il finale, ma fa davvero ridere parecchio.

 

(C'è stata anche la frase: The past is history, the future is mystery and the present if a gift)

Idealizzo

Idealizzo.

Un amico mi disse idealizzi fino all'eccesso o era il suo senso.

Mi ritrovo nella sua parola, effettivamente mi ritrovo ad idealizzare, fantasticare su mondi che dovrebbero essere come non sono. Infantile mi ripeto constantemete, cerco di adattarmi alle regole, non dette, esistenti.

Mi immagino uomini, che non siano bambini con la barba, e datori di lavoro che non giochino con il potere che posseggono.

Non è solo questo, è il riconoscere che quello che mi è stato insegnato (da mamma sarda) non vale un cazzo, ritrovarmi sprovvista di certezze, etiche e non, ritrovarmi a cercare apparteneza e discutere, più con me stessa che con altri.

E non sono solo le olimpiadi, cosa che però mi fa pensare.

Mondi vicini, luoghi diversissimi ma modi di fare pressochè simili, mi segno gli sguardi nella mensa, mi pare incredibile la multieticità nel suo vigore, splendore e virtuosismo.

Mi ritrovo ad essere ingeua senza capire i giochi di potere, li intuisco, ma non ne so partecipare, preferisco godermi un pranzo.

Sarà stato Noah, all'età di 5 anni.

Tesoro mio. 

Pensieri notturni scritti mattutini

 

Penso al viaggio in senso lato, nello spingersi e nel conoscere altro al di fuori di sè.

Ma della conoscenza non si fa esperienza in un viaggio, il viaggio è un assaporare, forse, il futuro stare. E' spalancare gli occhi, inorridire e giocare. Un tempo cercavo di assaporare i colori di Mazunte e la pericolosa voglia di rimanere.

I miei vent'anni mi portarono in Cina. E qui mi fermo, quello che credevo un viaggio è parte della mia vita e parlare di adesso è sempre più difficile.

Anche questa sera la luna non uscirà.

 

Sono gli occhi la parte migliore. Socchiusi e affilati, lame tagliate per assecondare il fruscio.

Nella mani ritrovo il tepore che il sudore fa diventare freddo, ma intatto, forse, solo forse presente.

A fatica mi divoncolo dal pensiero del domani, mi faccio risvegliare dalla pioggia notturna e per un nuovo saluto.

Eccomi di nuovo viva nello smarrimento, indotto da seni lontani e soli inesistenti.

Nuovamente mi accorgo di me, se fosse solo per i chilometri sarebbe una sarcastica e amara risata.

Continuo a ripetermi "Non si può pretendere ciò che non si da" 

Kataklò Athetic Dance Theatre in Beijing

La mia coinqulina (mamma T. o Chongzi 虫子 Killer) me lo accenna l'altro ieri. Alla Beida 北大, l'uiniversità che mi ha ospitato per 10 mesi, da cui da un mese sono però latitante, c'è uno spettacolo di acrobati italiani.

Accetto volentieri il nuovo programma. La giornata è meravigliosa, mi catapulto fuori dal letto tirata per le braccia dal cielo azzurro azzurro e dal sole. Cammino per il quartiere, incontro un amico che pranza con i genitori, no putonghua 普通话 (ligua ufficiale, mandarino) ma in fondo è il ganjue 感觉 (sensazione) che ci porta avanti a noi laowai 老外(stranieri). Poi gli spaghetti in brodo e un bel po' di pesce appena sveglia ci stavano davvero. Usciamo dal ristornate e ci dirigiamo verso un nuovo negozio di amici del mio amico, appena aperto. La piccola Xiaodan vende manufatti del Guizhou 贵州, regione al Sud della Cina, ancora non intaccata dal turismo di massa, ancora non Disneyland insomma. Regione in cui chi è di minoranza etnica Miao utilizza fili colorati e tempi lunghissimi per cucire e ricamare vestiti, scarpe, cinte e tanto altro. Opere d'arte più che semplici indumenti. 

Rimango lì per un po', poi corro a casa a fare la doccia aspetto F. con la piccoletta e poi via in taxi. Direzione Beijing University. Lo spettacolo di acrobati italiani che scoprirò si chiamano Kataklò e sono molto più di acrobati.

Arriviamo alla porta Est del campus, entriamo e il sospetto che questa università abbia una lunga storia diventa consapevolezza. Oltre gli edifici, l'attenzione ai praticelli che tanto mi piacciano e gi alberi e i laghi, e le foglie di fiori di loto. 

Entriamo lo spettacolo sta per iniziare. Apprezzo di essere lontano dal quartiere in cui sempre mi ritrovo,  apprezzo le persone che mi sono accanto. Lo spettacolo inizia. Mi vorrei allontanare dal mondo del lavoro che mi sta prendendo in questo momento. Luci spente, musica elettronica dai ritmi cadenzati, comincio a muovere le gambe. Gli attori-danzatori-acrobati fondono l'atletica con la gestualità e la sensualità. Sono in tutto otto, personalizzando il contenuto degli sport più importanti. Si passa dal calcio alla scherma, al lancio del peso, al nuoto e alla box. In alcuni momenti rimango colpita da come il corpo umano possa essere espressivo, in altri mi godo esclusivamente la musica.

Due ora abbondanti di sport, ammetto di non essermi allontanata troppo dal mondo lavorativo (Olimpiadi mon amour) ma giornata è stata piacevole in assoluto.

Bravi i Kataklò

 

Auricularia Auricula (judae) o 木耳

In Cina terra contadina, i cinesi sanno apprezzare i frutti della loro terra.

Verdure e frutta in quantita' e ovviamente anche funghi. Molti sono facilmente reperibili anche in Europa, i porcini dello Yunnan meritano di essere utilizzati per delle ottime fettuccine. Oltre a quelli piu' conosciuti ci sono anche degli strani (apparentemente) funghi che sono fatti a forma di orecchie, possono essere di colore scuro o bianchi trasparenti, quelli scuri vengono di solito utilizzati per pietanze salate, al contrario quelli di colore chiaro sono ottimi per zuppe dolci.

La denominazione latina del tal fungo e' Auricularia Auricula-Judae. 

La leggenda racconta che dall'albero su cui si impicco Giuda Iscariota dopo aver tradito Cristo, cominciarono a sorgere questi strani funghi di forma inconfondibile, per questo vengono detti Auricularia, ossia che hanno un rapporto o che appartengono all'orecchio. Data la loro presenza sul tronco o sui rami degli alberi vengono anche chiamati orecchie d'albero o Orecchie di Giuda

Qual'e' il nome cinese del fungo in questione?  木耳 mu er. Orecchio dell'albero, in inglese Tree ears.

Mi chiedo. Chi e' nato prima l'uovo o la gallina? Il nome cinese ha una strana coincidenza con il nome latino, solo a causa della forma assolutamente inconfondibile, oppure sotto l'etimologia c'e' qualche cosa di piu'? Da quanto tempo i Mu Er si chiamano Mu Er? O da quanto tempo gli Auricularia si chiamano Auricularia? Chi ha influenzato chi?

Per i linguisti e i filologi alla ricerca di storie nel passato, cerco risposte.