Outside Beijing (43 km)
E' stato tutto detto in due tre frasi, da un momento ad un altro il sorriso sulla mio volto e via fuori Pechino.
Side car, il mezzo di trasporto che mi ha portato fuori città. La prima volta con grandi occhiali da sole, gonna colorata, mancava solo il fazzolettino al collo e mi sarei sentita completamente nella metà degli anni 50.
La meta: huairou 怀柔, distanza 43 km da Pechino, via verso nord.
La prima cosa che scompare sono i palazzi alti, le strade ampie rimangono sempre, i kilometri passano in fretta e finalmente anche l'aria cambia. Fresca, leggera. Ai lati montagne non alte, flora diversa dal mediterraneo, rivedo un nonsochè di Tailandia, ma solo lontanamente in quelle fronde spelacchiate che fanno da contorno e segnano il profilo dei monti.
Tutto verde, prendiamo una strada di campagna e ecco mi sento fuori dalla città.
Penso alla campagna romana, penso a Laura e alla sua casa, continuo a guardarmi attorno. Svoltiamo a destra per una strada sterrata al lato di questa un lago, un grande lago, mi dice "si può nuotare, l'acqua è pulita", io continuo solo a sorridere, il bagno al tramonto purtroppo è stato messo da parte ancora freddo e il lago è circondato da una rete.
Mi chiedo cosa sia l'edificio di fronte a me, un grosso telescopio, un centro di ricerca, ed ecco un omino che ci fa scavalcare e che ci illustra il prestigioso centro di ricerca sul sole, il grosso telescopio fotografa in continuazione la madre di tutte le stelle.
L'omino invece, fotografa con una macchina fotografica tedesca il tramonto, il sole, cidice, impiega solo due minuti a scendere tra le montagne, bisogna sbrigarsi.
Di nuovo per strada, fame e ormai luna quasi piena.
Proposta di mangiare pesce. Ben venga il pesce crudo e cotto. Bacchette cinesi in un agriturismo cinese, finalmente sono fuori Pechino.



