Censura e Birmania
cosa succede nei media cinesi?
Nel web aleggia la notizia che la Cina non riporta la questione della crisi in Birmania che non osa affrontare il problema perchè non ha la coscienza molto pulita in questione di manifestazioni fermate con la forza delle armi.
Quindi armata di pazienza ho scandagliato un po' il web cinese, e mi dispiace, la notizia viene riportata.
Adesso non faccio questioni di contenuto, non ora almeno, parlo di modo o di maniera nel riportare ciò che avviene nel mondo, che forse riflette anche una maniera diversa di affrontare i problemi.
La notizia è riportata su tutti i più grandi quitidiani on line (chinadaily.com, poeple's daily, shanghai daily) nella loro versione in inglese e in cinese, dove ci sono articoli di media lunghezza.
Per una ricerca su google su Myanmar e China ho trovato approfondimenti sulla situazione politica tra Cina e Birmania, sul problema delle risorse, sulla posizione strategica che ha la Birmania nel Golfo del Bengala, su cosa la Cina deve o può fare per la situaizone di crisi.
Quindi la questione viene riportata ma non strillata, viene messa tra le notizie del mondo, tra Pakistan e Israele.
Adesso cosa c'è dietro questa cautela? oscurantismo e censura? divieto del governo?
Oserei negare oscurantismo e censura. I cinesi non sono stupidi, e sanno bene la loro importanza e ne parlano.
Sulla censura il discorso è lungo: la censura in cina esiste, e non lo nego, ma è anche vero che chi vuole accedere a QUALSIASI tipo di informazione lo può fare. Certo ci sono dei piccoli trucchi con cui si possono aggirare i blocchi e vi giuro che sono alla portata di un bambino di 6 anni. Magari conoscendo un po' di inglese si va anche molto lontano, ma anche "solo" con il cinese le notize ci sono: basta trovarle!
Quindi ero rimansta, al divieto del governo del pubblicare e informare sulla situazione birmana. Sicuramente non c'è un divieto altrimenti non si sarebbe trovato nulla e nulla, insomma mica è un segreto di stato.
Ora confesso tutto questo discorso dove mi fa arrivare, mi sto facendo influenzare molto da un libro "Strategie del senso in Cina e in Grecia" di Francois Jullien, sinologo francese che ne sa davvero parecchio e che per come scrive potrei non smettere di leggere.
Questo libro vuole spiegare tra le altre cose come la cina e il mondo occidentale affronta il Conflitto, tutti i generi di conflitti, dalla discussione tra persone alla guerra tra nazioni, su come vengono gestiti i rapporti di forza.
Noi diretti e implacabili affrontiamo il nemico di petto, loro operano trasversalmente o segretamente. fanno cadere in trappola il nemico, destrutturandolo dall'interno.
Forse mi sto facendo affascinare un po' troppo dalle parole di Jullien...ma sono desidesora di sapere qual'è la posizione che prenderà la Cina. Forse magari stanno già discretamente lavorando, segretamente raggirando il governo militare birmano. Chissà.
Benvenuto
Cosa si dice a Pechino:
I tassisti sono nervosissimi. Sono salita più volte ultimamente nella comoda vettura, ascoltato piacevolmente la voce registrata che ti ricorda che sei la "benvenuta" nel Beijing Taxi, e poi....il tassista mezzo isterico, nervoso e scortese.
Mi chiedo, ma siamo veramente benvenuti in Cina? Siamo difficili noi Laowai da gestire, spesso con tante o pretese, con il nostro cinese stentato, con i toni che non sono toni, con termini che usano i bimbi cinesi 7 anni ma di cui noi andiamo così fieri. Davvero mi chiedo se così siamo davvero benvenuti.
A volte ho i miei dubbi, specialmente nella capitale.
Spesso vedo i miei simili aggirasi per la città, li guardo incuriosita, mi chiedo che ci fanno qui, se come me, per una passione trasformata in studio che ha trasformato e sta definitivamente cambiando la mia vita, oppure per i soli money, o per curiosità nata dalla mediocre informazione che si ha della Cina in Occidente.
Sono colpita anche dall'arroganza di molte persone, che urlano a camerieri che non capiscono (ci credo che non capiscono....sempre il discorso della lingua), mi infastidisce intravedere quel sapore di so-tutto-io perchè sono europeo. Poca comprensione o forse poca curiosità da parte dei nuovi e numerosi stormi di stranieri.
Prima i nostri predecessori, che hanno varcato la soglie di questa città nel tempo, lo hanno fatto solo per passione. Parlo dei miei ex docenti, gente che ridendo e scherzando è stata qui negli anni 80, di persone che sono arrivate a Lasa a piedi, perchè a quell'epoca non c'erano i trasporti, altro che treno e aereo, oppure di persone che si ricordano come alimenti disponibili sul mercato: riso, cavolo e noccioline.
Il personaggio: 杨丽萍 Yang Liping
Oggi per esempio in uno zapping forzato mi sono soffermata su alcuni immagini di danzatori, ormai riconosco subito quando c'è il suo zampino, finalmente poso il telecomando sul tavolo e mi godo l'intervista-spettacolo.

Yang Liping, nasce nel il 10 novembre del 1958 a Dali, città nello Yannan, regione al sud della Cina, da una famiglia con genitori divorziati. Infanzia sembrerebbe complessa e difficile, fortunatamente ciò che porta sempre dentro è una positività che contraddistingue solo poche persone. Si appasiona alla danza fin da bambina, dopo anni di studio nel sud della Cina nel 1980 entra nel "Gruppo di danza e canto delle minoranze etniche". Ciò che l'ha resa popolare e famosa è "La Danza del Pavone" Kongquewu.
Ma cos'è che mi affascina di questa donna? Intanto lo studio del particolare e del generale, l'attenzione che dà ad in ogni singola parte del corpo, dalle unghie delle mani, alle dita fino a scorrere giù fino alla punta del piede, sono movimenti delicati, ma allo stesso tempo voluttuosi e intriganti. Oltretutto le coreografie dei suoi spettacoli sono di forte suggestione, tra molteplici mani che si confondono tra corpi e colori luminosi.
Quello che rende però la sua danza diversa da tutte le altre è il tentativo di riportare la danza tradizionale in una peformance di danza contemporanea.
Per chi fosse interessato 原生态, termine che viene utilizzato per molteplici forme di espressione artistica, tra cui la danza e il canto. Ne riparlerò.
In viaggio
Maidian è partito, questa la sua mail.
回到武汉,竟然不似想象中的那么兴奋,这个城市并没有给我亲切的感觉.火车站在翻建, 就像一个被无知的医生折腾过的病人, 身体完全被破坏,五脏六腑,全部乱糟糟的.何止是火车站,连站前的高架桥也不知何故被拆,只剩下了破败的一般支在横冲直撞的汽车流上. 车站涌出来成千面色黄腊,疲惫不堪的夜行客,等待我们的是那些粗口叫唤,并毫不礼貌指指点点的长途车的拉客者,那些骗子. 我到的时候,这个城市刚落过雨,工地泥泞不堪, 因为改建, 公共汽车站也不知所终,以至于我像一个初来乍到的陌生人, 盲目地去寻找我坐过无数次.我在这个城市生活了十年 , 短短两个月后再回,扑面而来的竟然是一种强大的陌生感,夹杂着模糊了的曾经熟悉的影子,叫人不知道是该爱还是该恨这个极度嗜好翻修的城市,这个城市的掌权者估计是某些患多动症变态的医生吧?! 它多动的程度即使不是冠绝全国,至少也是佼佼者之一, 一直都没有停止过捣鼓, 高兴此情此境的大概也只有官员与商人. 税收官, 建筑,运输,石料,水泥,灯具商忙得不可开交,我们却小心翼翼地,生怕被坑洼陷害.
在国内乘火车旅行,是让心脏病,高血压患者危险抖增得噩梦,特别是夜行的时候. 你肯定知道, 我再描述一次也不会过: 烟雾, 打扑克牌时的尖叫, 伴随着陡然的哭叫,小孩子半夜在走廊便溺.白色的车灯就像一个原本白皙的女人,现在却染上了蜡黄的色,极其疲惫,而它照着车厢里所有那些睡得千姿百态的乘客,他们多半是农民工,或者不景气的某个工厂的推销员,这是普通硬座,人们不好意思承认,但它实际上确实是下等车. 被强力劳动扩大的汗腺发出非常特别的气味, 与方便面与卤鸡蛋的气味混合后, 它们成了那些散乱眼神后面拙劣脑衔?推销员和在淡季返乡的空调安装工在车厢里抽烟,就像在自家的酒桌上一般随意而惬意. 真让人嫌恶! 我走到过道里,那里挤满了人,堆满了行李,他们付同样的钱,却没有座位,只能不停地扫视,试图找出那些行将在下一站落车的人,以确保自己得到座位的机会. 我走到那里,在乌压压的人头上点燃香烟,灰色的烟从星火的火光里冒出来,散开去,弥漫在蜷缩在地板上昏睡的乘客的鼻子里. 这时,我突然意识到,自己这个自以为是的移动其实没有一点意义,不过是让坐在座位上的人又享受了一次特权,让那些无奈的无座者更受另一层的"迫害",不仅是我,很多其他的自觉有公德心的人都挤到车厢逼仄的连接处来抽烟,将这里变成了一个尼古丁毒气室,这毒气室的地板上坐着那些半路上车的夜行人. 餐车的服务员跑到车厢里来,大声地叫卖餐车的座位:"三十一位,有吃有喝,到明早六点! ",民工只消抬起眼皮看看这个声音洪亮的女人,就不再做多余的想象,继续埋下头, 做睡觉的苦力活.
Il quartiere
Mi sono dovuta fermare, i miei astri dal
camice bianco me l'hanno predetto, come forse lo aveva già fatto a
pranzo qualcuno che da un po' di tempo mi indirizza sottovoce, con
parole che si colgono solo mesi dopo oppure frasi che riesco a cogliere
solo quando succede qualche cosa, che come uno schiaffo ti scuote, dà
valore a ciò che è stato alscoltato e messo da parte. questo qualcosa è
successo.
Quindi invece di
essere in movimento, tra strade, ponti, sottopassaggi, libreie,
biciclette e tanto tanto altro sono ferma sul divano. per fortuna
comodo, di casa.
Il mondo che mi sta attorno, la terra
che sta sotto uno dei miei piedi è la Cina. o meglio un piccolo
pezzetto di Cina, Pechino. ancora più in particolare, sono al nord
della tanto citata piazza Tian An Men. Vivo qui, in questo quartiere da
poco, che ho comunque esplorato in vari momenti della mia vita.
Non so se in Cina la definizione di "gentrificazione" è appropriata, ma come descrivere quello che sta avvenendo? Prima questo quartiere era abitato dai lavoratori, dalla popolazione che usciva di casa e a colazione trovava subito sotto casa il banchetto messo sù dalla vicina che cucinava spaghetti saltati e baozi. adesso nella viette si trovano ristornanti che tanto piacciono a noi occidentali, negozi finto etnico che vendono a prezzi esagerati vestiti all'ultima moda. I francesi preferiscono vivere qui intorno, affittano case all'interno degli hutong, il prezzo delle case è aumentato a dismisura, insomma, sembrerebbe proprio che anche qui uno delle tante manifestazioni del neoliberismo abbia attecchito davvero bene.
Che dire, c'è chi parla di gentrificazione in termini negativi chi ne parla come rivalutazione del territorio.
Io non so, so solo che inorridisco quando passo per trastevere, (quartiere che mi ha visto crescere), sapere che gli italiani hanno dovuto vendere ad americani, che invece della trattoria solita c'è la boutique di nosochì che vende nonsocosa, quasi sempre vuota.
Sarebbe interessante chiedere alla gente, magari quando rimetterò il piede a terra, fermerò qualcuno per strada.



